LA CATTIVERIA DI GUALA? PT. 9

Quando Guala rientrò nell’appartamento privato, dopo pochi minuti iniziò a scrivere su fogli di diario. Guala anche scrisse “alcune persone potevano morire. Io ho rischiato la pazzia. E ho avuto pazzia che comunque, almeno, praticamente mai ha completamente oltrepassato il buonsenso. La mia follia fu a volte travasata in attività artistica che intorno a me permise la creazione della folla. Fui, insomma, a volte attorniata da una piccola folla di ammiratori. la capacità che parzialmente permise di travasare la mia follia in attività artistica fu probabilmente la mia salvezza. Ma tutto è relativo. Io evitai la follia, ma altre persone che come me furono sottoposte a determinate costrizioni psichiche scivolarono nella fossa della follia. La barriera posizionata a ridosso del burrone della follia, a volte, si spezzò. Qualcuno cadde nel burrone e non risalì. Pochi caddero nel burrone e riuscirono a risalire dal precipizio. Fu anche come vivere all’interno di giochi in scatola che divennero reali, fu vincere e perdere, fu perdere e vincere. Tutto è un po’ relativo, infatti le persone che impazzirono potrebbero essere maggiormente felici rispetto a me, infatti le persone impazzite potrebbero non comprendere aspetti terribili riguardanti la realtà che ci circonda. Quindi il privilegio non”. A un tratto squillò il telefono. Guala smise di scrivere, e rispose al telefono. 

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Your comment:

Your name: