((CAPITOLO “LETTERA “C””)) PT. 33

È  troppo tardi. Gion è stanchissimo. Gion entra nella camera da letto. Apre la finestra. Ascolta il verso dei grilli. Guarda le stelle. Guardando le stelle, saluta la misteriosa amorevole madre in cielo. Il freddo notturno entra nella stanza della casa isolata. Gion chiude la finestra. Dopo pochi minuti, all’interno della camera, Gion incomincia a dormire. Pochi minuti prima di mezzanotte, invece Manlius esce di casa, cammina una cinquantina di metri e si reca pochi metri all’interno del bosco che separa Kapoluogoks e Ela. Manlius, presso un albero ALNUS GLUTINOSA, probabilmente si incontra con Mielegiattok, Gion, Guala, Mojaks, Mojaks, Bokarssal, Arbjokk, la madre di Gion. Forse è presente anche Caciottka da Torino. Caciottka forse è in gruppo con gli altri, forse è a breve distanza dagli altri, in ascolto nascosto da un albero. Avviene uno scambio di piccoli pacchetti e messaggi scritti su fogli tra Manlius e alcune persone. Gion chiede a Manlius se è corretto che Gion sia continuamente fortemente ingannato da tante persone che, anche sfruttando l’utilizzo di potenti mezzi tecnologici, creano una differente realtà falsata. Quando Mojaks e Mojaks hanno ascoltato la parola “realtà falsata”, con decisione e appassionatamente e sfrontatamente e si sono date un furtivo xxxxx sulla xxxxx. Manlius, dopo qualche secondo di pausa, spiega che i giovani di oggi, a volte, hanno un atteggiamento esageratamente arrogante nei confronti dei vecchi, e di conseguenza è necessario che i giovani siano imbrogliati da persone anziane attraverso scherzi bene organizzati da molte persone. Manlius spiega che i giovani potrebbero ritrovare l’umiltà perduta dopo aver capito di essere stati imbrogliati tramite scherzi bene organizzati che hanno avuto la durata di molti anni.

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