BROKEN BOY. AVVENTURE IN ISLANDA . LA CITTÀ MISTERIOSA.

L’autore, da bambino, durante una notte di stelle cadenti, non fu addirittura a ridosso di una illuminata stele decadente, fu semplicemente con la madre nel giardino.
Una cosiddetta “stella cadente”, improvvisamente, cadde, cadde sul prato del giardino.
La «stella» cadde, sul prato, nel giardino, senza lasciare traccia.
L’autore, quando fu un bambino, parlando al telefono, a volte, incorse in interferenze telefoniche.
L’attuale epoca contemporanea, piuttosto che una epoca di interferenze telefoniche, sarebbe una epoca di intercettazioni telefoniche? Io fui un grande camminatore.
Non conseguii record olimpionici.
Innumerevoli volte, volontariamente, mi perdetti, ricercando percorsi non turistici, tenendo gli occhi molto aperti, pronto a urlare in caso di pericolo, tra sentieri di bosco, tra sentieri di campagna, tra vie di città e villaggi sconosciuti, anche in Europa settentrionale, alloggiando presso alberghi e o comunità presso villaggi ecologici.
E, prima o poi, sempre ritornai al punto di partenza.
Le esperienze all’estero, in generale, mi arrecarono grande soddisfazione e soprattutto grande insoddisfazione.
Le esperienze all’estero furono, frequentemente, «due passi avanti e tre passi indietro».
Furono una dolce vita.
Furono anche un duro mondo complicato.
In Islanda trascorsi un breve intenso avventuroso tormentato irritante periodo vacanziero.
Visitai la cosiddetta “isola di ghiaccio”, visitai l’Islanda (così è letteralmente definita l’Islanda, “isola di ghiaccio” (ghiaccio ice), eppure non mi sto riferendo alla letteralmente “verde” (verde green) vicina glaciale americana Groenlandia), in un momento di forte rabbiosa confusione insoddisfazione crisi adolescenziale giovanile.
Forse, in vita mia, mai mi sentii trattato male come quando ebbi l’età di diciotto anni.
Fui, metaforicamente parlando, quasi ucciso, quasi morto.
La Groenlandia, di fatto in maggioranza una “isola di ghiaccio” che, appunto, letteralmente, significherebbe “terra verde”, potrebbe davvero essere completamente “terra verde”? Sotto il ghiaccio dell’isola groenlandese (ghiaccio che, forse, presto, a breve, in futuro, si scioglierà completamente) sarà ritrovata terra verde? Quando visitai l’Islanda ebbi meno di venti anni, un po’ odiai il mondo, e soprattutto, nutrii un forte doloroso odio repulsivo nei confronti dei genitori e dei membri della famiglia, in quanto i genitori e la famiglia ebbero, nei miei confronti, atteggiamenti che difficilmente compresi, difficilmente condivisi, difficilmente accettai.
Eppure, in quegli anni, ebbi un numero minore di problemi rispetto ad adesso!? In altre parole, in vita mia, fui probabilmente di fronte al primo grosso ostacolo riguardante la capacità di avere comunque amore verso il prossimo, e fui subito investito travolto dall’ostacolo.
A distanza di una ventina di anni, potrei riconoscere che i miei genitori ebbero ragione al 50%? Eppure, mi ribellai contro uno stile di vita che assunsi e che, comunque, in definitiva, fui io a decidere di accettare? Mi riversai contro le difficoltà derivanti da uno stile di vita troppo alternativo che, comunque, non desiderai assumere, eppure, assolutamente, desiderai assumere e assunsi? Mi riversai contro le difficoltà derivanti da uno stile di vita troppo alternativo che, comunque, fu uno stile di vita contemporaneamente adatto a poche personalità e adatto alla mia personalità? In Islanda (terra che, misteriosamente, a pochissime persone, potrebbe ricordare i villaggi alpini e o i Paesi Baschi) accaddero diversi fatti.
Potrebbe essere difficile capire il concetto riguardante la misteriosa analogia tra Islanda, villaggi alpini e Paesi Baschi.
Fu forse la vacanza più triste della mia vita.
Comunque, fu sorprendente scoprire una automobile abbandonata, presso una spiaggia.
Cercai di infrangere i vetri della automobile abbandonata usando grossi sassi ritrovati nelle vicinanze.
A decine o centinaia di miglia di distanza dalla spiaggia, rischiai di essere attaccato da un branco di animali che non saprei bene come definire (un branco di grossi volatili che non vidi volare, che camminarono su una strada isolata, mi sembra di ricordare).
A causa della mia imprudenza, rischiai di cadere in un dirupo situato all’inizio del più grande ghiacciaio dell’isola.
Ma, almeno, non fui l’unico eroe.
In altre parole, non fui solo.
E, comunque, in ogni caso, anche quando fossimo da soli, forse, non saremmo soli.
E, comunque, anche quando non fossimo da soli, e eppure ci sentissimo soli, forse, non saremmo soli.
Purtroppo.
Purtroppo? Quando fossimo soli, purtroppo, forse, non saremmo soli, e saremmo in compagnia del diavolo? Ancora, in Islanda, isola grande come l’Italia settentrionale, percorrendo le strade delle zone più interne e disabitate dell’isola islandese (ovvero percorrendo le strade più lontane dalle coste bagnate dal freddo mare), attraversando anche pericolosi torrenti con un “veicolo tout-terrain fuoristrada” che fu noleggiato, si rischiò di rimanere impantanati almeno in un torrente, ma, almeno, non fui solo, già si fu dotati di almeno un telefono cellulare, si fu fortemente assicurati.
Quando trascorsi la vacanza in Islanda, fu ancora un periodo molto analogico, un periodo di larga diffusione di musicassette, videocassette, floppy disk.
Fu quindi un po’ il periodo del cambio di guardia tra il “nastro magnetico” e il “telefono cellulare”.
Fu in quel periodo che le videoteche incominciarono a diminuire numericamente.
Il cambio di guardia tra “macchina per scrivere” e “computer” (in Francia il “computer” è anche chiamato “ordinateur”) avvenne prima, avvenne circa una decina di anni prima.
Ancora più sorprendente, sempre in Islanda, fu scoprire una vecchia automobile regolarmente parcheggiata (automobile non abbandonata!) targata “MI” (Milano).
L’avventura in Islanda fu abbastanza rischiosa?