LE LACRIME DI MIA MADRE. UN INCONTRO INASPETTATO. UNA VITTORIA INASPETTATA. PARADISO SEGRETO.

Il fato volle che io nascessi presso una amata odiata «religiosissima» famiglia numerosa.
E, nella conta, sto considerando pure il «bimbo» che accidentalmente morì nella pancia di mia madre.
Forse il fratellino che non fuoriuscì dalla pancia di mia madre fu sempre vicino a noi fratelli in questi anni, come un angelo, aiutandoci, e mai ce ne accorgemmo.
Si narra che un giorno, mio padre, fu rimproverato da un agente del traffico.
Infatti mio padre guidò una automobile con a bordo, in totale, sette umani.
Mio padre, appunto, fu alla guida.
Io fui seduto in braccio a mia madre, presso il sedile anteriore.
Sui sedili posteriori furono seduti due miei fratelli e due mie sorelle.
Inoltre, mia madre, qualche volta, incoraggiò alcune coppie di persone sposate a cercare di creare ulteriori figli.
Mia madre, quando fu una bambina, visse in un ambiente contadinesco.
Mia madre ammise che quando fu una bambina, quando le capitò di ascoltare le urla emesse da un maiale appena prima che il maiale fosse ucciso, almeno una volta incominciò a piangere.
Il villaggio collinare presso il quale visse mia madre da bambina mi apparve un po’ come una celtica terra di fate, ed è un po’ come se fossi anche io presso il villaggio di mia madre.
A proposito di lacrime, una volta, presso un santuario mariano cattolico, vidi che da un confessionale uscì una donna piangente.
La mia famiglia assomigliò un pochino a una famiglia che scherzosamente definirei famiglia Amish africana irlandese.
La mia famiglia fu un pochino come se vi capitasse di incontrare presso Pangnirtung un uomo sobrio, alto, avente capelli rossi ricci, avente occhi blu, avente naso lungo, avente cappello bavarese, avente sciarpa gialla, grasso, indossante camicia colorata e cravatta cucita a mano, avente la pelle nera come in Africa e con i guanti bianchi.
Una volta, avendo tra le mani un “dizionario di lingue milanese-italiano”, domandai a mio padre se fosse in grado di conoscere il significato di una dimenticata parola milanese derivante dalla lingua celtica scozzese.
Rimasi stupito constatando che mio padre conobbe bene il significato della complicata parola che io forse pronunziai in maniera poco corretta.
Una volta regalai a mia zia suora un libro del Nuovo Testamento in lingua milanese.
Quando ebbi diciannove anni, fui estremamente appassionato di espressionismo tedesco.
Una estate, giovanissimo, feci un lungo viaggio, guidando l’automobile, dal mare alla Lombardia, trasportando in automobile due suore cattoliche.
Una delle due suore fu mia zia suora.
Durante il viaggio, le due suore furono un po’ costrette ad ascoltare musica rock ad alto volume.
E, in quella occasione, non si trattò di santa musica “unblack metal”.
Alcuni libri non furono facilmente reperibili.
Per acquistare libri xxxxxxx xxxxxxxxxxxx raggiunsi una libreria metropolitana che fu ubicata all’interno di un cortile.
Raggiunsi una libreria oggi inesistente? Quasi sempre ritrovai i libri più interessanti frequentando periferiche librerie che proposero al cliente l’acquisto di libri usati.
Quando fui bambino, divenni zio.
Una notte, in un luna park, nel tunnel dell’orrore, seduto sul vagone del treno fantasma, con una nipotina seduta in parte a me, fui costretto a coprire gli occhi della mia nipotina per quasi tutto il tempo del fantasmatico viaggio.
Mia madre, come altre persone, una volta all’anno, quando le campane del campanile suonarono in un particolare modo, andò a bagnarsi gli occhi con l’acqua di un rubinetto all’interno della casa.
Accadde, appunto, una sola volta all’anno.
Ciò non accadde tutti gli anni.
In passato, più di una volta, i pipistrelli entrarono in casa.
Uno dei miei fratelli fu abile nello svolgimento della operazione di rimandare fuori di casa i pipistrelli intrusi.
Il numero dei pipistrelli, ultimamente, qui in zona, sarebbe diminuito.
Infatti il fratello particolarmente capace nel rimandare fuori da casa i pipistrelli non abita più nella casa.
La casa, infatti, ha un po’ le sembianze di un convento laico progressista.
La casa, vista dall’esterno, apparì moderna.
La casa, vista dall’interno, apparve e scomparve? La casa, vista dall’interno, apparirebbe moderna e soprattutto gotica ottocentesca.
La casa è situata presso le vicinanze di campanile, chiesa e castello.
È pratica quasi giornaliera la recitazione di preghiere, preghiere recitate utilizzando apparecchi radio e apparecchi televisivi.
La casa è piena di sparse immagini di santi cattolici, di Gesù, di Madonne e di angeli.
Infatti, una sera, io e mia madre andammo ad assistere a un concerto rock di un frate cattolico.
All’interno del frigorifero, a volte, è presente almeno un barattolo di vetro contenente, più o meno, misteriose conserve alimentari caserecce artigianali.
L’aspetto esteriore dei barattoli di vetro è assai poco commerciale.
È presente almeno un mobile di appartamento avente cassetti mimetizzati nascosti segreti.
Non mancano, qua e là, Bibbie, flaconi contenenti presunta cosiddetta acqua santa, corone del Rosario, vari libretti religiosi e quadrifogli nascosti tra le pagine di libri e quaderni.
I balconi della casa sono pieni di piante e di fiori.
Forse i libri più interessanti sono i tanti libri d’arte ereditati.
Un migliaio di anni gotici potrebbero non essere sufficienti per effettuare una lettura approfondita dei tanti libri d’arte ereditati.
La semplice presenza fisica di libri sparsi mai letti forse mai sfogliati garantirebbe comunque vibrazioni.
Il totale dei libri raffigurano soprattutto quadri e dipinti di epoca probabilmente ottocentesca.
Con la torcia e con la lente, avendo i libri d’arte bene aperti, è possibile cercare di scoprire messaggi criptici simbolici nascosti all’interno dei quadri.
C’è anche qualcosa senza ruote per pedalare, per allenamento, che ha addosso tanti adesivi.
È facile reperire adesivi dalla frutta.
Molti adesivi, inizialmente, sono appunto attaccati sulla frutta.
Un quadro è un luogo? Qualche volta, io e almeno un altro membro della famiglia involontariamente sognammo, dormendo, di notte, di entrare all’interno dei luoghi raffigurati nei quadri, senza a volte riuscire a uscire dal quadro.