LE LACRIME DI MIA MADRE. UN INCONTRO INASPETTATO. UNA VITTORIA INASPETTATA. PARADISO SEGRETO.

E, ovviamente, la totalità dei racconti di vita personale potrebbero essere reali, inventati, un po’ reali un po’ inventati. Edgar Allan Poe ebbe a volte la capacità di descrivere avvenimenti fantastici in maniera tale che, attraverso descrizioni particolareggiate meticolose precise, furono avvenimenti che apparvero difficilmente distaccati dalla realtà. Forse esiste un 50% di possibilità che la famiglia si comportò in maniera corretta con me. Quindi, forse, esiste un 50% di possibilità che la famiglia si comportò in maniera non corretta con me. Infatti il comportamento che la famiglia ebbe nei miei confronti fu decisamente scioccante. Eppure, il tempo che trascorsi interrogando il cielo, a causa dello scioccante comportamento che la famiglia ebbe, fu un periodo di tempo di dolce preghiera di una mente sbalordita e confusa, un periodo di tempo che altrimenti non sarebbe arrivato? E, in definitiva, il tempo trascorso in implorante preghiera, respingendo pensieri che accusarono di perdere tempo in maniera poco fruttuosa, fu addirittura il tempo speso in maniera migliore? Ipotizzando il fatto che la famiglia si comportò in maniera corretta con me, quindi ipotizzando il fatto che fui giustamente costretto a subire una correzione dell’anima assai dolorosa, probabilmente la mia famiglia riceverà dal fato un premio importante. Invece, ipotizzando il fatto che la famiglia si comportò in maniera non corretta con me, probabilmente avverrà che il fato castigherà in maniera severa i membri della famiglia. Da mio padre avrei ereditato alcune cravatte. Indossando le cravatte, riceverei le vibrazioni che furono le vibrazioni del cuore di mio padre. Infatti, una cravatta correttamente indossata è posizionata presso le immediate vicinanze del cuore. Il fato, piuttosto che altri aspetti dell’anima, avrebbe deciso di lasciarmi in eredità soprattutto le vibrazioni del cuore di mio padre? Istintivamente, ripensando a come avvennero i fatti, sarei ripieno di rabbia verso la mia famiglia. Il rancore esagerato, in ogni caso, sarebbe un inutile spreco di energia? Il fato potrebbe punire severamente i membri della mia famiglia. Ovviamente, mi auguro che non avvengano punizioni. Mi auguro che avvengano premiazioni. Augurando mentalmente a altri punizioni, rischieremmo di subire personali medesime punizioni? Quindi, la mia rabbia si tramuterebbe in pietà. Il fatto è che, forse, ogni persona che subisse ingiustizie, piuttosto che avere rabbia, dovrebbe avere pietà verso i malfattori. Il mio non è un invito a evitare che i malfattori siano puniti dalla giustizia terrena. Il fatto è che, forse, danneggiando altre persone, danneggiamo soprattutto noi stessi. Nel breve periodo, probabilmente, danneggiando immotivatamente altre persone, avremmo vantaggio rispetto ad altre persone. Nel medio e lungo periodo, probabilmente, danneggiando immotivatamente altre persone, avremmo svantaggio rispetto alle persone che appunto furono inizialmente immotivatamente danneggiate. Mio padre, nella vita, fu anche un uomo d’affari. È piuttosto risaputo che gli uomini d’affari affermati, nelle vite private, abbiano spesso relazioni sociali disastrose. È piuttosto risaputo che i campioni sportivi abbiano spesso un atteggiamento superficiale e un quoziente intellettivo piuttosto basso.
Quindi, la conoscenza del fatto che sarebbe opinione comune che gli affaristi abbiano a volte vite private disastrose, mi aiuterebbe a vedere la figura di mio padre defunto con occhi diversi.
Ebbi, evidentemente, un padre che ebbe maniera di comportamento difficilmente comprensibile, e evidentemente ciò fu anche a causa della professione di mio padre, una professione tipica del discutibile occidentale sistema capitalista.
E io sono ciò che sono.
E io fui ciò che fui.
Forse ebbi maggiormente ragione io.
Forse ebbe maggiormente ragione la mia famiglia.
Quando ebbi diciotto venti ventidue anni, fu traumatico comprendere che io fui fortemente differente rispetto ai membri della famiglia.
E, attraverso il trascorrere degli anni successivi, la situazione cambiò minimamente.
Durante l’infanzia e l’adolescenza, probabilmente, ebbi un carattere poco adeguato ad affrontare la realtà circostante.
Forse anche per questo motivo, nei miei confronti, la mia famiglia ebbe conseguentemente un comportamento che fu assai deludente.
Presso il mio luogo di lavoro ho minimamente relazioni sociali con imprenditori, rappresentanti venditori, impiegati e operai.
Con alcune categorie di lavoratori avrei relazioni sociali meno difficoltose.
In generale, semplicemente, evidentemente esisterebbero alcune professioni lavorative che causerebbero maggiori potenziali danni ai cervelli.
E, evidentemente, alcune professioni lavorative furono raggiunte in maniera maggiore da persone che già precedentemente ebbero un cervello danneggiato in maniera piuttosto forte.
Io non fui abbastanza forte.
Io non fui abbastanza maturo.
Io non fui abbastanza determinato.
Io non fui abbastanza intelligente.
Una cosiddetta tempesta di merda soffiò, intrepida, crudele, travolgente, io rimasi praticamente immobile, io non reagii, io finii travolto dalla tempesta di merda, quindi io diventai un pochino una merda umana.
Se io fossi stato abbastanza forte, maturo, determinato e intelligente, avrei comunque potuto compiere alcuni atti che il vento contrario soffiato dalla famiglia mi impedirono di compiere.
E se io avessi compiuto alcuni atti nonostante il vento contrario della famiglia, probabilmente avrei involontariamente causato un numero minore di problemi alla famiglia.
E, comunque, anche se non fu un atto simpatico, la famiglia ebbe il diritto di soffiare vento contrario verso me, e così evidentemente fece.
La famiglia avrebbe avuto anche il diritto di soffiare vento favorevole verso me, e, evidentemente, così non fece.
Quindi soffiò un forte vento contrario, e non riuscii a compiere importanti azioni, e praticamente non tentai di compiere importanti azioni.
Col passare del tempo, comunque, capii che ebbi vento contrario che mi impedì di compiere importanti azioni, e capii che comunque non ebbi vento contrario che mi impedì di compiere azioni di importanza maggiore.
Spesso sono sbalordito, sbigottito, smarrito, inaridito, inorridito, in sostanza traumatizzato a causa di come si svolsero i fatti.
E, paradossalmente, contemporaneamente, a volte, una forma di probabilmente poco sano orgoglio frizzante pervaderebbe la mia mente a causa di come si svolsero i fatti.
Il mio cervello addirittura mi inviterebbe ad essere orgoglioso proprio a causa del fatto che soffiò una forte tempesta di merda, e addirittura il mio cervello inviterebbe a rimpiangere il fatto che la tempesta di merda che subii non fu fortissima e fu solo forte.
La vicenda riguardante la tempesta di merda che subii, condizionerebbe il cervello ad avere momenti depressivi alternati a momenti di esaltazione.
Potrebbe forse essere faticoso capire il fatto che avere ricevuto tempesta di merda fu, comunque, una esperienza anche positiva.
Forse avrei dovuto cercare di evitare di ricevere tempesta di merda, e praticamente subii in stato di passività la tempesta di merda, eppure fu comunque una esperienza anche positiva.
Ricevere tempesta di merda fu un po’ come ricevere bastonate, e comunque fui ancora vivo.
Probabilmente, fu soprattutto una esperienza devastante, eppure fu anche una esperienza fortificante.
Anche il fatto che ebbi problematiche che non furono problematiche comuni che ebbero i coetanei fu, appunto, non solo una esperienza distruttiva e depressiva, fu anche una esperienza costruttiva e esaltante.
Fu guardare il cielo, fu cercare un dialogo con Dio.
Altrimenti, alla stessa maniera avrei cercato un dialogo con Dio? Probabilmente avrei ancora cercato un dialogo con Dio guardando il cielo, qualche volta, e comunque avrei avuto parole diverse, stato d’animo diverso, problematiche differenti.
Insomma, il cammino evolutivo non è uguale per tutti gli uomini.
Alcuni uomini riescono a evolversi prima, io, evidentemente, che sostanzialmente non reagii alla tempesta di merda, sarei in ritardo con la tabella di marcia riguardante la evoluzione personale.
Non mi sembra un fatto gravissimo.
Qualcuno terminò il ciclo riguardante la scuola dell’obbligo dopo dieci anni, altri terminarono il ciclo riguardante la scuola dell’obbligo dopo quindici anni.
Alcuni terminarono il ciclo riguardante l’università dopo cinque anni, altri terminarono il ciclo riguardante l’università dopo quindici anni.
Altri, addirittura, forse anche a causa di suicidio, forse soprattutto a causa di incidenti stradali, non terminarono il normale ciclo scolastico.
Altri addirittura non andarono a scuola, non impararono a leggere e a scrivere, e, comunque, camminarono, mangiarono, bevvero, risero, piansero, respirarono, parlarono, si esaltarono, ebbero depressione, vissero.
All’interno delle vene degli uomini non scorre l’identico medesimo sangue (anche a causa di pericolosa(?) assunzione di argento colloidale?).
A volte il ridicolo orgoglio suggerisce la ridicola falsità che io abbia avuto la prova maggiormente dura, e questa falsità invita la mia mente un po’ depressa a raggiungere fantasiosamente paesaggi paradisiaci, come se prima o poi dovesse arrivare un premio derivante dal fastidioso vento contrario che mi travolse.
A volte sarei sfiorato dall’idea che se io avessi un figlio avrei un figlio fortemente dotato, a causa delle difficoltà che incontrai nella vita.
Nel caso in cui nascesse un figlio disastroso, infatti, potrei ignobilmente incolpare la donna che partorì mio figlio.
Nel caso in cui nascessi un figlio disastroso, potrei incolpare la reincarnazione? Paradossalmente, mi sentirei maggiormente pronto ad avere una fidanzata ora rispetto a quando ebbi meno problemi.
Paradossalmente, i problemi che attanagliano, rinforzerebbero l’idea di essere maggiormente pronto ad avere una fidanzata.
E, paradossalmente, mi rendo conto che la vita è anche bella proprio perché la vita è anche schifosa, ed è bello riuscire un po’ a ridere, anche se vari aspetti della vita si rivelarono fallimentari.
E, inoltre, se io avessi avuto vento favorevole e comunque avessi fallito, avrei probabilmente rischiato di avere problemi (depressivi?) maggiori.
Perdere contro la squadra ultima in classifica sarebbe maggiormente depressivo rispetto al fatto di perdere contro la squadra prima in classifica.
Paradossalmente, il fatto di avere subìto la violenza derivante da una tempesta di merda sbalorditiva, e comunque essere ancora vivente, mi riempirebbe d’orgoglio e gonfierebbe la fantasia che mi suggerirebbe di essere un eclatante “number one”.