LE LACRIME DI MIA MADRE. UN INCONTRO INASPETTATO. UNA VITTORIA INASPETTATA. PARADISO SEGRETO.

Bei sogni? Incubi, piuttosto! I bei sogni umidi involontari xxxxxxx notturni mi capitarono frequentemente nei periodi di lunga totale faticosa religiosa volontaria astinenza xxxxxxxx.
Ebbi maggiormente benefici fisici o ebbi maggiormente danni fisici? La lettura di libri non esattamente religiosi, libri scritti da Guido Gozzano, principale esponente del crepuscolarismo (corrente letteraria che si espanse in Italia agli inizi del 900), aumenterebbero la riluttanza a compiere atti xxxxxxxx di coppia in compagnia di donne? Infatti, l’esercizio di attività xxxxxxxx di xxxxxxxxxxxx, forse, avvicinerebbe alla ennesima reincarnazione in forma animale umana, mentre io spererei di reincarnarmi in un essere (non) vivente che sia in una situazione di partenza migliore rispetto a ciò che è l’essere umano.
Un giorno, all’ora di pranzo, presso un ristorante, incontrai un uomo misteriosamente simpatico che sostenne di essere un mio parente alla lontana.
Mi spiegò che considerò suo figlio, ovvero un chitarrista coi capelli lunghi, un deficiente.
Io spiegai che, sinceramente, potrebbe essere difficile considerare deficiente una persona capace a suonare una chitarra.
Eppure il simpatico uomo continuò a definire il figlio un deficiente.
Un giorno una sorella mi disse, al telefono, che mi avrebbe portato un libro.
Mia sorella, a teatro, davanti a un centinaio di persone, recitò la parte della guardiana di un convento.
Quando la sorella mi portò materialmente fisicamente il libro, incominciammo a giocare a carte, a casa, in quattro persone.
Io dissi, scherzosamente, che una mia vittoria a carte avrebbe assegnato al libro una grossa importanza.
Vinsi misteriosamente clamorosamente fortunosamente la partita con le carte, col punteggio “sei a zero” (6 – 0).
Lessi alcune volte il libro.
Il libro influì notevolmente sulla mia vita.
Post scriptum! (short version)

La tempesta di merda soffiò e io assorbii parecchia merda che mi piombò addosso.
Andate pure a cercare una storia di successo da un’altra parte! Paragonerei la mia vita alla sensazione di essere un miscuglio tra James Dean e le persone che incontrò James Dean nel film “Gioventù bruciata (1955)”.
In altre parole, non fu esattamente simpatica la sensazione di essere un “navigatore dell’ignoto nell’ignoto”, eppure la mancanza di alcune abilità creò la possessione di abilità alternative.
Navigando nell’ignoto, a volte la bussola andò in tilt!? Perché? Wow! Trascorsi parecchio tempo domandandomi come fosse possibile essere all’interno di una situazione fastidiosa particolare.
Ebbi una risposta che fu una mancanza di risposta.
La risposta che ebbi fu la consapevolezza di essere all’interno di una situazione che anche definirei eccitante esuberante sbalorditiva.
Perché? Wow! La situazione di disagio che ebbi, avendo la famiglia che ebbi, potrebbe forse essere un pochino paragonata alla situazione di disagio che avrebbe un genitore che avrebbe un figlio cosiddetto “differentemente abile”.
I genitori che avessero figlio cosiddetto “xxxxxxxxxxxxxxx xxxxx”, probabilmente avrebbero iniziale sensazione di disagio, probabilmente successivamente capirebbero che avere un figlio “xxxxxxxxxxxxxxx xxxxx” riserva vantaggi e svantaggi.
Come un figlio “non xxxxxxxxxxxxxxx xxxxx” può produrre maggiori vantaggi o maggiori svantaggi, anche un figlio “xxxxxxxxxxxx xxxxx” può produrre maggiori vantaggi o maggiori svantaggi.
Forse è semplicemente questione di abituarsi a una diversità, un po’ come è semplicemente questione di abituarsi all’ascolto di una lingua straniera.
A scuola la maggior parte degli insegnanti che ebbi si espressero esclusivamente usando la lingua italiana.
Solo alcuni insegnanti di educazione fisica si espressero utilizzando spesso la lingua lombarda.
In famiglia, almeno, fu maggiormente facile esprimermi utilizzando dialetto.
Comunque, il malessere che ebbi tra i 18 e i 22 anni fu forte forte! Così fu.
Eppure tutto quanto va bene.
Va bene lo stesso.
Dopo i 22 anni il malessere fu ancora forte, ma incominciai ad abituarmi alla situazione.
Potrei calcolare che il malessere che ebbi tra i 18 e i 22 anni rappresenti 80% del malessere di tutta la mia vita.
Fu crollo pressoché totale.
Crollò tutto.
Crollo la stima che ebbi per la mia famiglia.
Prima dei 18 anni la stima che ebbi per la mia famiglia non fu altissima, fu accettabile, già feci fatica a capire i comportamenti della mia famiglia, comunque mentalmente non fu catastrofica la gestione della situazione.
Ebbi anche prima dei 18 anni momenti delicati, ma dopo breve tempo ritornai a gestire in maniera mentalmente normalmente accettabile la vita da minorenne.
Mentalmente, insomma, prima dei 18 anni, fui piuttosto in grado di accettare e gestire ogni aspetto.
Tra i 18 anni e i 22 anni la mia vita fu infernale come l’incendio nel film “In Old Chicago (1938)”.
Ma ancora credo che, come Chicago dopo l’incendio fu ricostruita da zero e fu probabilmente meglio ricostruita, ancora credo (non mi sembra di illudermi) che il terribile incendio terremoto vortice che mi riguardò in quegli anni sia occasione per ricostruire al meglio, da zero, la vita.
Ancora credo che io possa considerare, in un certo senso, la mia vita con una xxx sottratta di una xxxxxxx di xxxx? Quindi, in un certo senso, è come se io abbia circa xxxxx xxxx? In un certo senso, è un po’ come se all’xxx di circa xxxxx xxxx fui costretto a ripartire da xxxx, e non mi sembra che la stessa sorte capitò agli altri.
Posso accettare che molti ventenni abbiano avuto una vita difficile e maggiormente dura rispetto alla mia, ma a me sembrerebbe di avere avuto un tipo di disagio quasi unico, un tipo di disagio che abbia riguardato praticamente me e non altre persone, un tipo di disagio che non permetta di allinearmi a disagi comuni di altre persone, e paradossalmente tutto ciò è anche motivo di orgoglio personale, un orgoglio forse poco sano.