LE LACRIME DI MIA MADRE. UN INCONTRO INASPETTATO. UNA VITTORIA INASPETTATA. PARADISO SEGRETO.

Post scriptum (___looong versiooon___)!

La xxxxxxxxxxxxxxx russa (TBA) espresse perplessità riguardante la penetrazione nell’xxxxxxxx xxxxxxxx xxxxxxxxx effettuato ad un too xxxx xxxxxxxx xxxxxxxx xxxxxxxx troppo xxxxx, in quanto spiegò che un xxxxxxxxxxxx potrebbe facilmente staccarsi da un xxxxxxxx xxxxxxxx troppo xxxxx.
Cambiando discorso, la mia famiglia fu probabilmente causa di tanti disagi personali.
Il mondo esterno alla famiglia, invece, fu probabilmente causa di pochi disagi personali.
Il mondo esterno fu, a volte, brutale, scioccante, imbroglione, ingrato, denigratorio.
Eppure, i traumi personali deriverebbero soprattutto da come la famiglia si comportò nei miei confronti.
Eppure, il comportamento che la mia famiglia ebbe nei miei confronti fu deprimente, e allo stesso tempo fu esaltante, come, ad esempio, fu piuttosto esaltante guidare su pericolose strade interne dell’Islanda, piuttosto che guidare su sicure strade asfaltate vicino a casa.
La mia solitudine fu deprimente, angosciante, eppure fu esaltante.
Anche praticando lo sport del pugilato, sport che non praticai, la capacità maggiormente importante potrebbe essere riuscire a reagire al meglio, dopo i pugni ricevuti.
Infatti, presto, capii che ebbi alcune gravi mancanze riguardanti la comprensione e la conoscenza di alcuni aspetti primari della vita, mentre mi sembrò che quasi tutti i miei coetanei non ebbero le mie stesse mancanze.
Come minimo, ebbi assistenza da parte dei miei genitori in momenti delicati, come ad esempio quando dovetti recarmi presso ospedali e cliniche.
In una occasione, ad esempio, fui costretto ad effettuare un terrificante esame di elettromiografia presso la zona xxxxx, e evidentemente fu un esame che purtroppo non si rivelò utile alla sperata risoluzione di alcuni delicati problemi di salute, e comunque fu un esame diagnostico che probabilmente mi rinforzò notevolmente dal punto di vista emotivo, e comunque la vicinanza fisica di xxx xxxxx fu importante affinché io riuscissi ad affrontare l’intimidente esame clinico.
Io espressi il mio disagio alla famiglia, e evidentemente, e misteriosamente, fu inutile.
Il mio tipo di disagio non mi sembrò difficile da capire, eppure il fatto di esprimere il mio disagio si rivelò praticamente inutile.
Pensai che la incapacità di comprensione della mia famiglia derivò in buona parte dai danni provocati dalla visione della televisione.
In realtà casalinghe sostanze inquinanti, vaccini e farmaci potrebbero avere maggiori effetti collaterali? Quindi feci forte propaganda contro la visione della televisione, ma la mia propaganda ebbe scarsi risultati.
Furono tempi bui.
Frequentemente gridai, soprattutto gridai mentalmente, gridai uno slogan che involontariamente fu un messaggio subliminale animalista, gridai “DESPITE ALL MY RAGE I AM STILL JUST A RAT IN A KKAGE!”.
Sarebbe utile smettere di scandalizzarsi a causa di certa legale e o legalizzata propria e o altrui privata pubblica xxxxxx, e finalmente scandalizzarsi a causa dell’atroce fisicamente doloroso trattamento riservato a alcuni nudi animali presso alcuni allevamenti intensivi? I fantasmi sono nudi? In effetti un topo in gabbia sarebbe al riparo da un gatto non vegetariano, comunque.
Mi sentii un prigioniero della vita, quindi soffrii e mi lamentai.
Leonardo da Vinci, che forse fu l’uomo maggiormente stupido, forse acquistò molti uccelli chiusi in gabbia, e successivamente liberò gli uccelli dalla gabbia? Io, dopo i venti anni compiuti, comunque, guardai pochissimo la televisione.
Quando frequentai la scuola, io e alcuni compagni di scuola deridemmo i grandi lettori di libri.
Quando frequentai la scuola, il mio disagio nei confronti della famiglia fu già un disagio elevato, ma ancora capii poco di avere disagio elevato.
Pensai soprattutto di avere un semplice tipico normale disagio giovanile.
Sostanzialmente considerai i grandi lettori di libri persone poco intelligenti, persone poco capaci di affrontare la vita, persone imbranate.
Mi perdonino gli abitanti della Germania.
La Germania sarebbe il principale mercato editoriale europeo.
Ancora una volta, mi capitò di diventare, più o meno, lo stesso tipo di persona che anni prima derisi.
Anche fui derisore dei filosofi.
E, dopo pochi anni, fui frequentemente assillato da contrastanti pensieri filosofici.
Fui derisore di persone xxxxxxxxxxx e, dopo pochi anni, a causa della mia vita fortemente solitaria, venni a volte creduto un po’ xxxxxxxxxxx.
Fui un indipendentista xxxxxxxx, e quindi, a volte, incontrai persone che mi spiegarono che ebbi maggiore somiglianza con gli xxxxxxxx xxxxxxxxxxx, piuttosto che con gli xxxxxxxx xxxxxxxxxxxxxx.
Fui prigioniero di molteplici sbagli, molteplici sbadigli, molteplici dubbi, molteplici problematiche, molteplici incomprensioni, soffrii a causa della mia metaforica prigionia, ma quali concrete azioni misi in atto, io, affinché alcuni animali fossero liberati da infernali gabbie? Soffrii, appunto, a causa della mia metaforica prigionia.
Ebbi, come molte altre persone, sentimenti di rabbia, pensando alla malvagità di alcune persone, persone che forse addirittura crederebbero di avere ricompensa divina comportandosi male, mentre il migliore sentimento che avrei dovuto avere sarebbe stato un sentimento di sincera compassionevole pietà?
Quindi, dopo i venti anni, incominciai a leggere fortemente giornali quotidiani, siti, libri, riviste, blog.
Cercai di colmare la parziale mancanza di capacità di comprensione di aspetti fondamentali della vita attraverso la lettura.
La lettura, probabilmente, colmò in minima parte i buchi derivanti dalle gravi mancanze.
E, addirittura, col passare del tempo, i buchi derivanti dalle gravi mancanze si allargarono.
Eppure, attraverso la lettura, riuscii a ottenere livelli alti di comprensione riguardanti varie tematiche.
Quindi, più di una volta, colloquiando con la gente, ebbi la possibilità di spiegare ad altre persone argomenti di pratica utilità, ebbi insomma la possibilità di aiutare altre persone.
Fu un po’ come quando si cercò un oggetto smarrito in casa, e si ritrovò un diverso oggetto smarrito dimenticato che potrebbe avere maggiore valenza.
Cercando le risposte adatte alla risoluzione dei miei problemi, riuscii minimamente ad aiutare me stesso, e un po’ riuscii ad aiutare altre persone.
Per quale motivo avvertii che la mia famiglia si comportò in maniera assai deludente nei miei confronti? Un motivo potrebbe essere che, in effetti, quando fui adolescente (e anche successivamente), nei confronti della mia famiglia e nei confronti del mondo esterno, ebbi atteggiamenti decisamente non ordinari.
Quindi, come io mi comportai in maniera poco corretta con gli altri, la mia famiglia si comportò in maniera deludente nei miei confronti.
In altre parole, probabilmente la mia famiglia non ebbe intenzione di assumere un atteggiamento deludente, eppure fu deludente.
Eppure, quando fui adolescente, i miei atteggiamenti poco corretti furono forse anche derivanti dall’atteggiamento della mia famiglia, famiglia che mi sembrò piuttosto atipica.
Fu, appunto, forte la sofferenza che ebbi a causa del comportamento della mia famiglia.
Recentemente, riuscii a intravedere una possibile soluzione riguardante la comprensione degli enigmatici comportamenti che la famiglia ebbe nei miei confronti.
Forse fu il destino.
Forse fu il fato a decidere che i fatti dovessero svolgersi come appunto si svolsero, come appunto avvenne.
Forse fu il fato che decise che io fui costretto ad avere forte disagio in ambito familiare.
Quando ebbi quasi diciannove anni, la famiglia mi apparve assente, inesistente, incapace, incomprensibile, inadatta, deludente, anormale, enigmatica, indecifrabile, vomitevole, ingombrante, paralizzante.
E io, forse, agli occhi della famiglia, fui come l’aglio (aglio curativo!?) posto in prossimità degli occhi.
Fu, appunto, per questo motivo che, durante il periodo di tempo comprendente lunghissimi anni, abbandonai quasi completamente la visione della televisione e lessi moltissimo.
E le soddisfazioni che derivarono dalla comprensione attraverso la lettura furono di grande importanza.
In altre parole, se io avessi avuto maggiormente una famiglia come desiderai, probabilmente avrei avuto una vita maggiormente ordinaria, probabilmente oggi avrei un lavoro maggiormente economicamente retribuito, probabilmente oggi avrei una moglie e un paio di figli, forse sarei separato divorziato, probabilmente avrei un numero adeguato di amicizie, probabilmente avrei una abitazione privata, probabilmente avrei un fisico maggiormente muscoloso anche derivante da costante attività xxxxxxxx, probabilmente sarei piuttosto autonomo e indipendente dal punto di vista economico, forse avrei avuto una vita carica di successo, forse avrei avuto una vita carica di insuccesso, forse sarebbe meglio, forse sarebbe peggio.
Ancora oggi è forte, istintivamente, la rabbia derivante da come si svolsero i fatti.
Eppure, il vuoto derivante da obiettivi che non raggiunsi e che spesso, praticamente, non mi impegnai a raggiungere, fu un vuoto forse completamente compensato dalle informazioni che raggiunsi attraverso anni di consistente libera lettura, letture che mi permisero di vedere dove quasi tutti gli altri non riuscirono a vedere, letture che mi permisero di comprendere concetti che quasi tutti gli altri non riuscirono a comprendere.
Quindi sarei in grado di comprendere che il terribile alone di nebbia che impedì la comprensione tra me e la famiglia fu un alone di nebbia che forse fu una maledizione, forse fu una maledizione e benedizione allo stesso tempo, forse fu una benedizione.
L’alone di nebbia fu una amarissima benedizione? L’alone di nebbia fu una amarissima medicina salvifica? Se io avessi avuto la normalità che tanto eppure non troppo avrei desiderato, probabilmente mi sarei accontentato del tanto che avrei avuto o del poco che avrei avuto, ma l’anormalità impositiva costrinse a cercare ciò che fu quasi impossibile, oltre la grande quantità, e infatti non ottenni ciò che fu quasi impossibile, eppure ottenni addirittura ciò che potrebbe essere quasi il massimo desiderabile quasi impossibile attraverso xxxxxxxx xxxxxxxx, e ciò avvenne anche in data 2 febbraio 2021 e a quaranta anni già compiuti ciò che ottenni forse per l’ultima volta non fu scontato ma avvenne, e infatti scrissi questa data anche su un foglio di carta, eppure paradossalmente il massimo della felicità nella vita potrebbe essere cercare di ottenere, piuttosto che finalmente riuscire a ottenere.
Il massimo della felicità potrebbe essere cercare di ottenere ciò che è quasi impossibile, durante tutto il periodo della vita.
E il paritario destino comune finale, sorta di azzeramento di ogni (s)vantaggio personale, qualsiasi sia l’attuale personale situazione vantaggiosa svantaggiosa di ognuno, probabilmente sarà la completa accertata definitiva morte fisica.